La cittadinanza per residenza chiede 10 anni di residenza legale e continuativa in regola generale, e la residenza è il primo di 4 requisiti. Qui trovi ciascuno, con data e fonte, insieme ai percorsi più brevi, a ciò che la legge dice e non dice dei soggiorni all’estero e a ciò che succede dopo la domanda.
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Le regole sono solo una parte. Tutto il percorso su belongitaly.appL’articolo 9 della legge 91/1992 fissa dieci anni in regola generale per i cittadini non UE e periodi più brevi per alcuni gruppi: quattro per i cittadini dell’Unione europea, cinque per i rifugiati e gli apolidi, tre per chi è nato in Italia e, dalla legge 74/2025, due per chi ha un genitore o un nonno cittadino italiano per nascita. Il coniuge di un cittadino italiano fa domanda ai sensi dell’articolo 5, con i tempi contati dal matrimonio. La cittadinanza per discendenza è il riconoscimento di una cittadinanza che si ha già, non una naturalizzazione, e passa per consolati, comuni e tribunali.
L’app segnala un rischio invece di dare un verdetto, perché un verdetto vorrebbe dire inventare una soglia che la legge italiana non ha fissato. Quando la valutazione spetta al comune o alla prefettura, l’app lo dice.
L’articolo 9-ter della legge 91/1992, come modificato dal decreto-legge 130/2020, dà al Ministero dell’Interno 24 mesi dalla domanda per decidere, prorogabili fino a un massimo di 36. Il silenzio oltre il termine non è un rigetto: la pratica resta aperta, e puoi sollecitare una decisione, in ultima istanza davanti al giudice amministrativo contro il ritardo.
La domanda si presenta solo online, con SPID o CIE, e comprende la ricevuta del contributo di 250 euro dell’articolo 9-bis. In pratica molte pratiche usano quasi tutto il termine, e la prefettura può chiedere documenti aggiornati durante l’attesa: tieni aggiornati l’iscrizione all’anagrafe, il permesso e le prove del reddito. Soddisfare ogni requisito non fissa la data della decisione: la fissa la coda del Ministero. Segui la pratica sul portale ALI, dove ogni passaggio viene registrato.
Entro sei mesi dalla notifica del decreto presti giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione e delle leggi davanti al tuo comune. La cittadinanza ha effetto dal giorno successivo al giuramento.
Belong Italy parte dalla data in cui è cominciata la tua residenza e da ciascuno dei tuoi viaggi e ti dà la distanza che è davvero tua: ciò che dipende da te, ciò che non ne dipende e ciò che ogni assenza mette a rischio.
Nessuna data finale inventata. La cittadinanza per residenza si concede con decreto, e quando la decisione spetta al Ministero dell’Interno e non a te, l’app lo dice invece di mostrare una data.
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Dieci in regola generale, secondo l'articolo 9 della legge 91/1992. Quattro per i cittadini dell'Unione europea, cinque per i rifugiati e gli apolidi, tre per chi è nato in Italia e, dalla legge 74/2025, due per chi ha un genitore o un nonno cittadino italiano per nascita. Il coniuge di un cittadino italiano fa domanda invece ai sensi dell'articolo 5: dopo due anni di residenza legale in Italia dal matrimonio, o dopo tre anni di matrimonio se risiede all'estero, termini dimezzati in presenza di figli minori.
La legge sulla cittadinanza non fissa nessun numero. La residenza deve essere legale e continuativa, e la continuità si legge dall'iscrizione all'anagrafe del comune: se il comune ti cancella, il conteggio riparte dalla nuova iscrizione. Belong Italy segnala un singolo soggiorno all'estero di più di sei mesi come rischio per quell'iscrizione e per il permesso, e dice chiaramente che questa soglia è una sua indicazione e non della legge.
No. L'Italia ammette la doppia cittadinanza da quando la legge 91/1992 è entrata in vigore, il 16 agosto 1992. Se puoi conservare la tua cittadinanza di origine dipende dalla legge del tuo paese: verificalo prima di presentare la domanda.
L'articolo 9-ter della legge 91/1992 dà all'amministrazione 24 mesi dalla domanda, prorogabili fino a un massimo di 36. Il silenzio oltre il termine non è un rigetto: la pratica resta aperta, e puoi sollecitare una decisione, in ultima istanza davanti al giudice amministrativo. La cittadinanza ha effetto dal giorno dopo il giuramento, che presti al tuo comune entro sei mesi dalla notifica del decreto.
Un contributo di 250 euro, fissato dall'articolo 9-bis della legge 91/1992, e una marca da bollo da 16 euro per le domande presentate in Italia. Il certificato di lingua si paga a parte, alla sede che organizza l'esame.
La prefettura guarda il reddito imponibile dichiarato in Italia nei tre anni prima della domanda. Le soglie applicate in tutto il paese nella prassi sono 8.263,31 euro l'anno per chi è solo, 11.362,05 con il coniuge a carico e 516,46 in più per ogni altro familiare a carico. Il percorso per matrimonio dell'articolo 5 non prevede una soglia di reddito.
La prova di lingua per la cittadinanza è un certificato B1 di un ente riconosciuto, con ascolto, lettura, scrittura e parlato. La CILS dell’Università per Stranieri di Siena ha una prova apposta, la B1 Cittadinanza: quattro abilità da 12 punti, 48 in tutto, tutte da superare, per 100 euro in Italia e all’estero. Un certificato di qualsiasi altra scuola o app non vale.
Domande di esercitazione per la CILS B1 Cittadinanza
La pagina ufficiale della CILS
Regole al 1° ottobre 2026, versione 2026.1, del Ministero dell’Interno. Leggi la fonte ufficiale. Belong Italy non è un servizio pubblico, non è legata al Ministero dell’Interno e non dà consulenza legale.